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CONVEGNO GIORNATA DELLA MEMORIA
AGOSTINO BELCASTRO 29 gennaio 2012

Anche la Sezione Fidapa di Brancaleone ha inteso celebrare la “Giornata della Memoria”. Infatti, come ormai è consuetudine, le socie fidapine di Brancaleone non si lasciano sfuggire nessuna occasione per proporre nel territorio tematiche di una certa rilevanza anche perché la predetta celebrazione si inquadra nel tema nazionale “Partecipazione e responsabilità per lo sviluppo della cittadinanza attiva e solidale”. Al Convegno hanno partecipato il Sindaco del Comune di Brancaleone, Francesco Moio, il Vice Comandante della Stazione dei Carabinieri, Carmelo Grasso, numerose socie ed autorità delle Sezioni Fidapa di Locri e Siderno nonché molti rappresentanti del mondo culturale e sociale. L’evento ha avuto inizio con la presentazione del programma da parte della presidente della Sezione Fidapa di Brancaleone, avvocato Fortunata Modafferi, la quale prima di entrare nel tema del convegno ha dato la parola al Sindaco della città il quale ha esposto brevemente l’art.1 della legge 211/200 che riconosce normativamente la “Giornata della Memoria” lanciando un monito alle giovani generazioni perché le atrocità della Shoah non debbano più ripetersi. La Presidente Modafferi, dal canto suo, nel corso del suo intervento, tra l’altro, ha spiegato la differenza tra Shoah e Olocausto fornendo i numeri di persone uccise dai nazisti durante la seconda guerra mondiale(ebrei circa 6 milioni e persone “indesiderabili” circa 17 milioni in Europa); ha inoltre ricordato l’origine storica della Shoah, a partire dal pensiero politico di Adolf Hitler nel suo libro “La mia battaglia del 1933”, alle leggi di Norimberga del 1935, alla cosiddetta “notte dei cristalli” del 1938 che ha visto l’emigrazione forzata di circa 30 mila ebrei deportati in una notte ai campi di concentramento in Polonia, all’operazione Reinhard con la costruzione dei primi campi di concentramento, alla differenza tra campi di concentramento e campi di sterminio, citando gli esperimenti del medico e antropologo Joseph Mengele, passato alla storia come “l’angelo della morte” per i suoi atroci esperimenti sui prigionieri del campo di Auschwitz. Infine, la Modafferi, ha citato il Processo di Norimberga e le testimonianze di Anna Frank e Edith Stein nonché di Ferdinando Valletti. Ha concluso il suo intervento sul significato della celebrazione con “I Giusti delle Nazioni” e il monito di Primo Levi “Non dimenticate”. La Vice Presidente prof.ssa Miranda Carabetta, nel suo breve intervento, dopo aver esposto alcuni passaggi della vita del grande scrittore Primo Levi, il quale ha egli stesso subito la deportazione nazista essendo ebreo, ha letto un brano del suo capolavoro “Se questo è un uomo” intitolato “Il viaggio”.Prima della proiezione del film-documentario dedicato a Ferdinando Valletti(“ Deportato I 57633 voglia di non morire”), ex giocatore del Milan, salvatosi miracolosamente dalla deportazione nel campo di concentramento di Mauthausen, proprio grazie a qualche partita di calcio con le SS, la Presidente legge una nota di presentazione del regista Mauro Vittorio Quattrina, di Verona. Il film è stato seguito con molta attenzione da parte dei presenti. Alla fine della proiezione del film si è sviluppata una proficua discussione con interventi di un certo spessore. La serata viene conclusa dalla presidente Fortunata Modafferi la quale nel ringraziare tutti gli intervenuti recita una frase tratta dai testi sacri dell’ebraismo:” Chi salva una vita, salva il mondo intero” a dimostrazione di quanto ciascuno di noi può fare nel suo piccolo per la salvezza del mondo.